venerdì 24 febbraio 2012

Napoli, De Laurentiis sullo stadio: «Unità d'intenti con de Magistris»




Inter subito, Chelsea subito dopo, e il filo conduttore è il progetto Napoli. Aurelio De Laurentiis parla ai microfoni di Marte Sport Live delle sfide della sua creatura, alle prese con un entusiasmo incredibile, con un big match alle porte e con un tour de force che dirà molto sulla stagione azzurra: "La febbre Napoli è sempre stata una realtà sin dalla serie C. I napoletani sono nati con il pallone tra i piedi. Ora archiviamo il Chelsea, domenica sarà fondamentale il sostegno dei tifosi. Bisogna condividere con la squadra i successi e le difficoltà. La gara con l'Inter non è affatto scontata, i nerazzurri sono alla ricerca di un'identità e hanno un allenatore di grande esperienza. Non sarà una partita facile. L'Inter verrà a Napoli per fare una grande prestazione. Bisognerà essere attenti, la gara va preparata con umiltà. L'identità operaia sarà fondamentale, la squadra dovrà essere sintonizzata in un contesto collettivo per un risultato positivo. Mi aspetto massima concentrazione, ambisco ad una bella prestazione, però - ripeto - non sarà una passeggiata. Non diamo nulla per scontato".

«CHAMPIONS, CHIEDERÒ PIÙ TAGLIANDI» - Dopo la vittoria con il Chelsea. Petrucci ha definito il presidente del Napoli un fenomeno: "Lo ringrazio ufficialmente. A nome del Napoli, gli invio i miei saluti e i ringraziamenti. Da una persona della sua cultura sportiva, avere un riconoscimento del genere fa estremamente piacere. Chiedo a lui, al presidente della Figc, Abete, e al presidente dell'Uefa, Platini, di verificare la situazione di Stamford Bridge: se lo stadio non sarà esaurito, vorrei più biglietti per i nostri tifosi e ottenerne di più di 2700, onde evitare anche possibili incidenti. Prevenire è meglio di curare. Ripeto, se ci fosse un invenduto a Londra, mi piacerebbe che i napoletani possano avere una scorta in più di tagliandi. Magari arrivare a 3500 o 4000".

IL PROGETTO E' SOLIDO. STADIO, INTESA COL COMUNE - Il Napoli è terzo nel coefficiente Uefa alle spalle di Real Madrid e Barcellona: "Siamo cresciuti, lo stiamo facendo costantemente. Qualcuno non sta mettendo in atto le regole dell'Uefa, noi lo abbiamo fatto. Per me, il Napoli storico e glorioso è stato quello di Maradona, poi ad un certo punto c'è stato un incidente di percorso con il fallimento. Noi abbiamo creato un nuovo capitolo, ma non possiamo fare sempre i paragoni. Siamo nati da un foglio di carta con zero strutture, la crescita non deve essere furiosa e valutata solo con i risultati. Un anno può andare meglio e si fa la Champions, un altro ci si concentra solo sul campionato. I presupposti di solidità sono fondamentali, resto sempre con i piedi per terra. Coniugo la razionalità con il sentimento, l'ho sempre fatto in tutte le mie attività imprenditoriali. Lavezzi? Prendo atto delle parole del procuratore. Ormai sono tanti anni che Pocho, Hamsik e Gargano stanno con noi, fanno parte del progetto e della famiglia. Poi se qualcuno pensa che la sua missione sia terminata, cercheremo di convincerlo del contrario, ma non costringiamo nessuno. Lo stadio? C'è unità d'intenti con de Magistris, è un uomo programmatico, ha la stessa mia capacità di ragionamento. Il Napoli farà autonamemente la sua parte per capire nei prossimi 20 anni di quanti posti avrà bisogno lo stadio. Ci confronteremo con i tifosi per capire le loro esigenze".

TOUR DE FORCE NAPOLI - Parte un nuovo ciclo: 8 gare in 35 giorni. "Credo che si possano fare dei buoni risultati, ma non giochiamo da soli. Ci sono anche gli avversari. Vedremo, ci sono gare complicate, cercheremo di arrivare in alto. Ho sempre parlato dei primi cinque posti, vediamo che cosa potrà accadere. La Coppa Italia è un passaporto per l'Europa League rassicurante, sarebbe poi piacevole vincere e portare il trofeo nel nostro regno calcistico. Milan-Juve? Farò il tifo per il bel calcio e non farò torti a nessuno. Resto neutrale di fronte a due squadre fortissime. Il Napoli è già in Paradiso".

(fonte: Corriere dello Sport)
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